La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Questa recensione sarà diversa dal solito, perché non è un libro che sia capace di incasellare. E perché descrivere per la settecentesima volta lo stile di Murakami o il modo in cui dipinge i suoi personaggi mi sembra un pelo ridondante.

Il racconto segue due storie che finiranno per intrecciarsi, quella di un cibermatico che rischia di finire intrappolato nella sua testa e quella di un uomo senza ombra in un paese cintato e popolato di uomini senza cuore e unicorni.
Più che mai in questo libro Murakami non dà risposte, ma solo domande: chi siamo noi? Cos’è che ci rende umani? La coscienza, la mente, cosa sono? Dov’è la realtà, dentro o fuori da noi, percezione o pensiero? Che responsabilità abbiamo nei confronti di noi stessi? E nei confronti del mondo esterno?

È un libro che mi ha lasciato decisamente sottosopra; finito stanotte, ancora non ho ben deciso quanto mi sia piaciuto. Di sicuro ha fatto più fatica a scendere degli altri Murakami, la Tōkyō futuristica e la città senza nome sono entrambe raffigurazioni inquietanti che non si lasciavano attraversare facilmente, almeno da me.
Consigliato? Sì, sicuramente, ma più che mai è un libro che deve avere il suo tempo, il suo momento. Imporsi di leggerlo quando non è la sua ora sarebbe male.

A sud del confine, a ovest del sole

Un altro Murakami. Stavolta si tratta di un libro piuttosto breve, circa duecento pagine da leggere con un po’ di jazz in sottofondo.

Genere: un po’ come Norwegian Wood è un romanzo che va a indagare l’intimo umano, l’amore, il tradimento, il passato, lo scorrere del tempo.

Trama: Hajime trascorre la sua vita con un’insoddisfazione di fondo, qualcosa di non trovato, di non fatto che lo perseguita; questo qualcosa ha il volto di Shimamoto, la migliore amica dell’infanzia che avrebbe dovuto essere qualcosa di più se il tempo, lo spazio, la vita non si fossero messi di mezzo.
Sposato, con un lavoro che lo soddisfa e due figlie che adora, di colpo si ritrova davanti a Shimamoto, e il suo passato si prende tutto il suo presente, portandolo davanti a scelte e responsabilità. Continua a leggere