Norwegian Wood

Rieccoci con un altro Murakami. L’ho letto per la maggior parte in viaggio, scomoda sul sedile del passeggero per quattro ore – per fortuna non proprio filate – andata e quattro ore – sempre con qualche breve pausa – ritorno. L’effetto è stato strano: Murakami ha, già di suo, la capacità di stravolgere spazio e tempo attorno al lettore, fino a catapultarti fuori dal mondo; aggiungiamo che leggere in viaggio ha sostanzialmente lo stesso effetto, il risultato è una Maestra disorientata che si aggira per Milano* pensando di essere nella Tōkyō degli anni ’70. Continua a leggere

Nel segno della pecora

Il libro di cui vi parlo è di H. Murakami, autore che avevo preso in mano molti anni fa con Dance dance dance, mai finito, e ripreso con Kafka sulla spiaggia, che rileggerò presto e che è arrivato immediatamente al primo posto nella classifica dei miei libri preferiti. È anche un autore terribilmente difficile da definire, quindi perdonate se questa recensione vi sembrerà slegata, mancante di coerenza e logica. Dovrete trovarvi voi un senso, esattamente come nei romanzi di Murakami.
Ah, Dance dance dance lo leggerò quanto prima, adesso so come va affrontato. Continua a leggere

Beastly

Come promesso, comincio a chiacchierare un po’ di libri; ad aprire le danze, un titolo che ho cominciato completamente a casaccio, spinta dalla noia e dalla necessità di leggere qualcosa di vagamente più ossigenante per il cervello dello studio sulla lingua usata nei Trionfi da Petrarca. La scelta è stata fatta sfogliando il mio e-book reader in cerca di qualcosa che mi attirasse, quando mi sono fermata su Beastly di Alex Flinn (che è una signora, eh, non un maschietto come speravo inizialmente). Continua a leggere